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martedì 29 settembre 2015

Descrizioni di amici in cooperative learning

Esempi di descrizioni di amici fatte in modalità "cooperative learning":

1) Alessio I******* è il mio migliore amico. Lo conosco da dieci anni, da quando ci siamo incontrati per la prima volta alla scuola materna. Siamo diventati amici perché sono un tipo molto timido, mentre Alessio è molto socievole e ha cercato fin da subito di coinvolgermi nei giochi. 
Alessio ha 12 anni, è nato a C******** il ** marzo  200* e vive vicino a me, insieme a sua madre G. e a sua sorella S.
È alto 1,70 m, dunque è un ragazzo abbastanza alto per la sua età, è di corporatura robusta, anche perché è un giocatore di rugby.
Ha un bel viso ovale, che ispira tenerezza al solo guardarlo, anche perché ha due simpatiche guance paffute, che fanno venire voglia di pizzicarle!
Ha i capelli biondo scuro, tagliati a spazzola, con un ciuffetto pettinato di lato, come vuole oggi la moda. Ha dei begli occhi castani, leggermente a mandorla, un naso fine e dritto, le labbra rosse e non troppo carnose, una carnagione rosea e liscia.
Alessio è davvero un buon amico: è molto disponibile nei confronti delle persone a cui vuole bene, è premuroso e si preoccupa di mettere un freno ai miei atteggiamenti sbagliati, in genere è tranquillo, ma può capitare che si lasci andare e faccia anche lui un po’ di confusione, è un tipo anticonformista nel modo di pensare e non si omologa a quello che fanno gli altri, ha un ottimo spirito di squadra.
Nello sport è molto competitivo, vuole sempre tenere la situazione sotto controllo e se gli capita di non vincere una partita, si arrabbia molto, sia con se stesso che con i compagni di squadra.
Gli piace molto mangiare, specialmente cose dolci: infatti, quando si festeggia un compleanno in classe, è sempre il primo a fiondarsi sul buffet!
Nonostante abbia qualche difetto, io gli voglio comunque molto bene e spero saremo sempre amici.

2) Clarissa I**** è la mia migliore amica. Ci siamo conosciute al parco, quattro anni fa, e siamo diventate subito amiche, perché siamo molto simili di carattere e abbiamo gli stessi gusti.
Clarissa ha 11 anni, è nata a C****** il ** dicembre 200*, vive in una bella casa di campagna con sua madre F., suo padre T. e suo fratello L. Ha anche un cane e un gatto, perché è molto amante degli animali.
È alta 1,45 m, un po’ più bassa della media delle ragazze della sua età, è molto magra.
Ha lunghi capelli biondi, ha delle sopracciglia castane che incorniciano (fanno risaltare) i suoi begli occhi azzurri. Ha un naso piccolo e leggermente a patata, ha le labbra rosee e abbastanza carnose.
 Ha un carattere molto solare, è molto umile, cordiale e ha un profondo senso dell’onestà.
Ha il difetto di parlare molto (a volte troppo!) con le sue amiche, tanto che può capitare che rientri in ritardo dalla ricreazione, rischiando un rimprovero dall’insegnante!
È molto disordinata e la sua stanza è un vero disastro: sembra che sia passato un tornado!
È un tipo molto testardo e vuole sempre avere ragione e tenere la situazione sotto controllo. Se, ad esempio, io voglio andare al parco e lei al cinema, si può stare sicuri che alla fine andremo al cinema, come vuole lei!
Vorrei che io e lei restassimo sempre amiche, perché è molto altruista e so che, se avessi bisogno del suo aiuto, lei per me ci sarebbe in qualsiasi occasione. 

giovedì 28 maggio 2015

Non dimentichiamo le minoranze

Nei libri di storia è dato sempre ampio spazio alla storia europea ed occidentale. La storia del resto del mondo, in particolare quella che riguarda le minoranze etniche, è sempre snobbata. Siccome questa cosa mi fa arrabbiare non poco, ho deciso di snobbare anch'io la Rivoluzione Francese e di far concentrare i ragazzi sulla storia degli Indiani d'America. 






Siamo partiti da un video sulla Dichiarazione d'Indipendenza Americana, in cui si parla per la prima volta nella storia di concetti come la ricerca della felicità e della libertà individuale. Ma questo discorso, a quanto pare, valse solo per i bianchi, perché felicità e libertà non furono concessi ai milioni di Pellirosse che vennero sterminati nel XIX secolo. 




Abbiamo poi visto una puntata di Overland, un programma di viaggi su Raiuno, in cui si presentavano i luoghi in cui erano vissute le tribù di Indiani d'America. In questo modo, la nostra lezione è stato un mix di storia e geografia!

Subito dopo aver visto questo documentario, i ragazzi si sono divisi in gruppi e a ciascuno è stato assegnato un argomento da approfondire:

1) le principali tribù di Indiani d'America

2) le riserve indiane

3) le principali battaglie tra Indiani ed Americani

4) le tradizioni dei nativi americani

5) la situazione attuale degli Indiani d'America

Ovviamente, poiché gli argomenti sono molto vasti, il lavoro viene iniziato in classe con l'aiuto degli smartphone personali, ma verrà continuato a casa, dove si cercheranno ulteriori materiali per buttare giù l'articolo finale.

mercoledì 27 maggio 2015

Climate change? No, thanks!

Dopo aver visto il documentario del National Geographic "Sei gradi", in cui si vedono moltissime immagini dell'uragano Katrina, ci è venuto spontaneo chiederci: ma chi dà i nomi agli uragani? La risposta sta in questo articolo di Focus.


In queste settimane ho parlato molto di cambiamenti climatici coi miei alunni. Abbiamo visto video interessanti e riflettuto sulle possibili soluzioni da adottare. Con due delle mie prime, abbiamo realizzato dei lapbooks su:

a) Conferenza di Rio - Protocollo di Kyoto - Agenda XXI
b) Impronta ecologica dei cibi
c) Cibi inquinanti e non
d) Scuola a impatto zero 
e) Sostenibilità

Il metodo di dividere la classe in gruppi e far realizzare dei lapbooks, ogni volta di diversi tipi, si è rivelato vincente quest'anno: i ragazzi mi hanno confermato di aver imparato molto di più in questo modo che studiando nel modo classico con il libro di testo; inoltre il lavoro in gruppo li ha costretti a confrontarsi tra di loro, ad essere più flessibili e a cercare soluzioni ai problemi che via via si presentavano; ha creato legami e collaborazioni significativi; ha insegnato ai ragazzi ad usare le nuove tecnologie non solo per scambiarsi messaggi su Whatsapp, ma soprattutto per cercare informazioni utili e per sapersi muovere nel mondo.

Il discorso sui cambiamenti climatici mi riporta anche ad un lavoro bellissimo fatto quest'anno, per la seconda volta: la partecipazione al Concorso "Giornalisti nell'erba". Con la mia seconda abbiamo partecipato nella categoria Giornalismo multimediale, realizzando un Powtoon e un'intervista tradizionale, raccontando STORIE DI VITE OLTRE.
Luana, Gaetano, Hera e Maria ci hanno dimostrato con i fatti che realizzare un altro mondo è possibile. Che i cambiamenti climatici si possono fermare, con l'aiuto di tutti noi. Non è poi così difficile!

martedì 24 marzo 2015

Un modo divertente e dinamico di studiare: il LAPBOOK

Grazie a Sybille Kramer, un'artista altoatesina e mamma homeschooler che ho conosciuto sul web, ho scoperto la pratica del lapbook (qui un sito interamente dedicato a questo argomento che spiega come realizzare diversi tipi di lapbook, qui e qui i blog di Sybille sulla sua esperienza di homeschooling). 


Esempio di lapbook sul vetro


E' un modo divertente e dinamico di studiare, soprattutto in classe lo si può utilizzare dividendo i ragazzi in più gruppi e assegnando a ciascun gruppo un argomento diverso su cui realizzare il lapbook. Si può organizzare questo lavoro sia su due piedi (il risultato ovviamente sarà più semplice), sia scaricando da casa materiali ed immagini e distribuendoli agli studenti che poi dovranno farne buon uso per il loro lapbook. Esso è poi una buona base di partenza per un'esposizione orale dell'argomento prescelto. 

Esempio di lapbook su Cristoforo Colombo

Noi oggi abbiamo realizzato dei piccoli lapbook che dovevano simulare delle miniguide di viaggio in Belgio, Lussemburgo, Principato di Monaco e Paesi Bassi. L'obiettivo era scrivere tutte le informazioni più utili per chi decide di viaggiare o vivere in uno di questi Paesi, per cui ai ragazzi ho detto di concentrarsi sull'economia (scrivendo in quali settori è più facile trovare lavoro), sui luoghi principali di interesse, legandoli anche ai personaggi famosi (ad esempio in Olanda è d'obbligo visitare i luoghi legati a Van Gogh o ad Anna Frank) e all'enogastronomia, che è sempre espressione vitale di un popolo. 

venerdì 27 febbraio 2015

La tratta degli schiavi

In seguito alle grandi scoperte geografiche del XV secolo, si apre un capitolo della storia dell'umanità davvero tragico: la tratta degli schiavi africani. Purtroppo i libri di testo tradizionali dedicano pochissimo spazio a questa tematica che invece merita di essere approfondita, perché da essa partono molti altri argomenti: i diritti umani, la nascita degli spirituals e del gospel, le malattie che gli schiavi contraevano durante i viaggi transoceanici...Insomma, l'argomento merita più delle poche righe che ci sono sul nostro libro di testo! 


Abbiamo perciò costruito nelle ultime settimane un Powtoon sulla tratta degli schiavi che si trova a questo indirizzo http://www.powtoon.com/show/fcft9CTtuSH/la-tratta-degli-schiavi

La prossima settimana i ragazzi, servendosi di questa presentazione come puntello, relazioneranno su quanto abbiamo approfondito nel corso di queste ultime lezioni, dimostrando se veramente hanno imparato ad indagare le cause profonde di certi avvenimenti. Perché nella scuola felice ciò che conta non è ricordare date o nozioni a pappagallo, ma saper cogliere i punti di contatto tra gli avvenimenti, saper riconoscere la relazione di causa-effetto e imparare a ragionare!

giovedì 19 febbraio 2015

Un esempio di cooperative learning: parlare insieme di alimentazione e salute

Oggi ci siamo divisi in quattro gruppi e ciascun gruppo ha lavorato su una diversa indicazione riguardante il cibo.

Il primo gruppo doveva raccontare esperienze personali sul piacere di mangiare insieme.

Il secondo ha fatto un'indagine sui cibi italiani e sui cibi di altri paesi, creando dei grafici e dei sondaggi da inserire in un'eventuale presentazione in Powtoon.

Il terzo ha creato un testo argomentativo sull'invasione del cibo in tv, cercando di capire come mai negli ultimi anni la tv sia affetta da "gastromania", ossia un proliferare eccessivo di programmi di cucina.

Il quarto ha creato un altro testo argomentativo che ha indagato sul rapporto tra il cibo e l'influenza della moda e della pubblicità. Quindi ha ricercato le cause profonde di malattie terribili come l'anoressia e la bulimia.

Questo tipo di lavoro è stato molto interessante, perché ha permesso di testare quanto sia difficile (ma anche stimolante) lavorare in un gruppo e unire le forze per raggiungere un obiettivo.